L’Italia cresce meno, pesano incertezze e Pnrr: cosa dicono i numeri Upb

L’Italia cresce meno, pesano incertezze e Pnrr: cosa dicono i numeri Upb

L’Italia cresce ma meno del previsto. L'Upb, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, ad agosto ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'economia italiana per il 2025 e il 2026, prevedendo un aumento del PIL dello 0,5% per entrambi gli anni. Questa revisione al ribasso è dovuta principalmente all'incertezza legata all'evoluzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con l’Italia ancora indietro rispetto alle spese previste e con la scadenza del 2026 alle porte.

Più nel dettaglio dopo una crescita congiunturale dello 0,3 per cento nel primo trimestre, l’economia italiana ha registrato una frenata in primavera, la prima da due anni. Secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat a fine luglio, il Pil si è ridotto dello 0,1 per cento, risentendo dell’apporto negativo della componente estera della domanda, che ha più che compensato il contributo positivo delle spese per consumi e investimenti lordi.

“Nella prima metà del 2025 - si legge nella nota di Upb - la spesa privata ha proseguito lungo un sentiero di moderata crescita, sostenuta dal consolidamento del mercato del lavoro; il contesto economico è però segnato da una forte incertezza, per cui gli orientamenti di acquisto delle famiglie sono cauti e la propensione al risparmio è elevata”.

A incidere sul rallentamento è poi anche la situazione economica globale, che presenta rischi e incertezze, si pensi solo alla guerra commerciale e ai dazi di Trump. Le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale (FMI) indicano un rallentamento del commercio mondiale, sia per quest’anno sia nel 2026.

L'economia italiana in questo quadro è esposta in particolare nel contesto internazionale, con una possibile decelerazione della crescita dell’export e potenziali impatti negativi su settori chiave come il Made in Italy.

In positivo Upb segnala come nonostante le previsioni di crescita ridotta, si prevede comunque un aumento dell'occupazione nel biennio 2025-2026, anche se a un ritmo più moderato rispetto alle aspettative iniziali.

In sintesi secondo gli analisti la crescita economica sarà meno brillante del previsto per i prossimi due anni, con l'incertezza legata a due macro-fattori: la gestione del PNRR da una parte e i rischi internazionali dall’altra. Elementi che pesano sulle prospettive di sviluppo del Paese.

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