Prezzi alla produzione in calo a febbraio: pesa l’energia, tengono manifattura ed export
Produzione ancora in affanno in Italia. A febbraio 2026 i prezzi alla produzione dell’industria tornano a scendere, confermando una fase di rallentamento già emersa nei mesi precedenti. Secondo i dati diffusi dall’Istat, la flessione è dello 0,4% su base mensile e del 2,7% su base annua, in peggioramento rispetto al -1,6% registrato a gennaio. A pesare è soprattutto il mercato interno, dove i prezzi calano dello 0,8% rispetto al mese precedente e del 3,7% su base annua. Un andamento fortemente condizionato dal comparto energetico: al netto di questo settore, infatti, si registra una lieve crescita congiunturale (+0,1%) e un incremento tendenziale dell’1,1%, segnale di una dinamica più stabile per il resto dell’industria.
Diversa la situazione sui mercati esteri, dove i prezzi alla produzione mostrano un moderato aumento: +0,3% su base mensile e +0,2% su base annua. Nel dettaglio, l’area euro segna un incremento più sostenuto (+1,1% tendenziale), mentre i mercati extra-euro registrano una lieve contrazione (-0,5%). Nel complesso, il trimestre dicembre 2025-febbraio 2026 evidenzia comunque una crescita dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti, trainata soprattutto dal mercato interno (+0,8%).
Guardando ai settori, le flessioni più marcate si concentrano nella filiera energetica. I prezzi di coke e prodotti petroliferi raffinati registrano cali significativi sia sul mercato interno (-5,5%) sia all’estero, con punte del -15,7% nell’area euro. In netto contrasto, alcuni comparti manifatturieri mostrano segnali di vitalità: la metallurgia e i prodotti in metallo crescono del 4,9% sul mercato interno, i mezzi di trasporto segnano un +6,9% nell’area euro, mentre altre industrie manifatturiere arrivano fino al +13,5% nei mercati non euro.
Sempre sul mercato interno, si amplia la flessione dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas, che scendono del 12,4% su base annua, accentuando il calo già osservato a gennaio. Un elemento che contribuisce in modo decisivo alla dinamica complessiva dei prezzi industriali.
Segnali misti arrivano invece dal settore delle costruzioni. I prezzi alla produzione per edifici residenziali e non residenziali aumentano dello 0,3% su base mensile e dell’1,3% su base annua, ma in rallentamento rispetto al +2,1% di gennaio. Le infrastrutture, come strade e ferrovie, registrano un incremento congiunturale dello 0,5%, a fronte di una lieve flessione tendenziale (-0,1%).Nel trimestre, il comparto edilizio mostra una dinamica complessivamente contenuta: +0,4% per gli edifici e -0,1% per le opere infrastrutturali. Un quadro che riflette un equilibrio ancora fragile tra domanda, costi energetici e prospettive di crescita, in un contesto economico che resta incerto.