NotizieBlogValutazione d’azienda: uno strumento di verifica gestionale di medio periodo

Valutazione d’azienda: uno strumento di verifica gestionale di medio periodo

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La valutazione d’azienda può costituire un importante strumento periodico di verifica gestionale che integra i dati gestionali correnti con valutazioni di più ampio respiro utili a spostare l’attenzione dal breve al medio periodo. L’utilità di effettuare una valutazione dell’azienda risiede non solo nel poter disporre di un valore aggiornato di sintesi, ma anche nel sistema di informazioni che solitamente emerge durante il processo di valutazione.

Gli ultimi anni hanno visto un notevole incremento dell’attività di valutazione d’azienda sia perché è aumentata la frequenza con cui vengono richieste perizie di valutazione sia perché sempre più spesso l’attività riguarda anche le aziende di piccole e medie dimensioni.

Questo fatto è indubbiamente alimentato dal dover operare in mercati sempre più complessi, aperti e interdipendenti che aprono opportunità per operazioni di riassetto societario spesso mirate a risolvere problemi di governance o di passaggio generazionale, sotto il vincolo della minimizzazione del carico fiscale. Si tratta di operazioni in cui è la legge a richiedere una valutazione “formale” e le scelte sull’approccio metodologico da applicare risultano quindi inevitabilmente condizionate dalle specifiche finalità che hanno originato la richiesta di una valutazione.

Se quindi è vero che sempre più frequentemente si effettuano valutazioni d’azienda anche nelle PMI, è altrettanto vero che spesso queste sono vissute in modo strumentale, più come una necessità tecnica o negoziale della singola operazione, e quindi confinate nel proprio ruolo formale, che non come elemento con una propria autonoma valenza informativa.

In realtà la valutazione d’azienda può costituire un importante strumento periodico di verifica gestionale che integra i dati gestionali correnti con valutazioni di più ampio respiro utili a spostare l’attenzione dal breve al medio periodo.

L’utilità di effettuare una valutazione dell’azienda risiede non soltanto nel poter disporre di un valore aggiornato di sintesi, ma anche nel sistema di informazioni che solitamente emerge durante il processo di valutazione.

Vale la pena soffermarsi su due aspetti: uno metodologico, l’altro relativo alla significatività dei risultati.

Valutazione d’azienda e verifica del modello di business

Il primo aspetto è legato al fatto che la valutazione di un’azienda richiede una chiara definizione del suo modello di business. In altre parole, occorre individuare quante e quali sono le variabili fondamentali nel determinare la performance e le relazioni che le legano; una chiave di lettura quindi che se ben costruita consente di controllare la gestione avendo come riferimento gli aspetti più rilevanti.

Il modello di business è in genere ben noto all’imprenditore, ma il professionista che esegue la valutazione d’azienda dovrà renderlo esplicito, quando invece l’imprenditore tenderà a considerarlo un dato di fatto consolidato. In questo processo possono emergere punti di vista ed elementi di riflessione nuovi rispetto a quelli storicamente condivisi dal management dell’azienda, soprattutto se il quadro di riferimento di mercato è caratterizzato da un forte dinamismo o soggetto a cambiamenti sostanziali.

Il processo di valutazione obbliga così ad una riflessione sul business model dell’azienda, ovvero a riconsiderare se quelli che sono stati fino ad allora ritenuti i fattori critici di successo, lo siano ancora. Negli ultimi anni, infatti, il processo di revisione del modello di business è diventato una vera necessità gestionale: i mercati stanno infatti modificando così rapidamente i loro assetti sotto la spinta del cambiamento tecnologico e soprattutto di un sostanziale ampliamento geografico che il management è costretto a revisioni sempre più frequenti del modello di business per mantenere o migliorare il proprio posizionamento.

Il business model di un’azienda è però un elemento dotato di notevole inerzia: all’interno dell’azienda vi è spesso, comprensibilmente, la tendenza a ricondurre i fatti osservati al consolidato schema interno di interpretazione del mercato, che magari ha fino a quel momento consentito buone performance, piuttosto che mettere in discussione il modello. Per questo motivo sottoporre l’azienda a periodiche valutazioni può rappresentare un momento di verifica importante del modello di business e quindi uno strumento in grado di segnalare tempestivamente le necessità di cambiamento.

Valutazione aziendale: interpretazione dei valori ottenuti

Quale è l’utilità connessa con la determinazione di uno o più valori dell’azienda? Innanzitutto, è giusto ricordare che i diversi criteri di valutazione richiedono tutti la predisposizione di una base dati aggiornata e coerente dei flussi di entrate e uscite, dei costi e ricavi e delle poste patrimoniali, partendo dai dati contabili ed extracontabili disponibili in azienda: questo è già un effetto positivo di rilievo.

In secondo luogo, la valutazione d’azienda permette di consolidare i dati economici e finanziari di flusso (storici) in un dato di stock– il valore dell’azienda, aggiornato alla data x – che può modificarsi nel tempo a prescindere dalla performance aziendale di periodo. Il valore dell’azienda è infatti determinato non soltanto sulla base dei risultati aziendali d’esercizio ma anche in funzione di parametri esterni – come il tasso d’attualizzazione – fortemente condizionati dall’andamento dei mercati, fornendo un’informazione diversa da quanto deducibile dagli indicatori di bilancio.

È importante poi sottolineare come la metodologia di valutazione d’azienda – sia essa svolta con criteri reddituali o sui flussi di cassa – includa come elemento rilevante e sostanziale un’adeguata valutazione dei rischi e questo rappresenta un aspetto ormai indispensabile nel controllo dell’andamento di gestione, anche quando l’azienda è dotata di unità di controllo interno dei rischi e della sicurezza. Infatti, pur essendo basata sull’analisi e valutazione dei singoli fattori in cui il rischio si scompone, nella valutazione d’azienda il rischio è considerato in modo coordinato con le grandezze economiche e finanziarie, con l’obiettivo di individuare la specifica combinazione rischio/rendimento dell’impresa.

Infine, la valutazione d’azienda tipicamente si compone di una valutazione degli aspetti patrimoniali (valore patrimoniale) e reddituali (flussi di cassa o reddito atteso). Pur essendo chiaro che il valore di un’azienda risiede nella capacità di generare reddito (o cassa), il valore patrimoniale evidenzia da un lato un elemento strutturale di rilievo per quanto attiene la verifica della sua solidità finanziaria e, dall’altro, consente di valorizzare una variabile di grande importanza: l’avviamento. Com’è noto, l’avviamento è definibile indirettamente proprio come differenza tra il valore reddituale e quello patrimoniale ovvero come differenza tra valore attuale della sua capacità di generare reddito e il valore dei suoi asset, essendo le stime dirette dell’avviamento prive di adeguato sostegno teorico. Proprio per questo il goodwill costituisce un elemento il cui controllo rappresenta un’informazione di indiscutibile importanza per l’azionista che appare opportuno monitorare periodicamente.

Richiedere una valutazione esterna della propria azienda, oltre ad essere in molti casi d’obbligo per la realizzazione di determinate operazioni straordinarie, rappresenta quindi anche un’opportunità per fare una sintesi di come mutamenti nel contesto interno ed esterno dell’azienda hanno impattato e continueranno verosimilmente ad impattare sulla sua capacità di produrre reddito nel futuro, e di verificare se le ipotesi alla base del proprio modello di business rimangono tuttora validi.


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