NotizieBlogFattura elettronica, evasione Iva sotto il 20%: il bilancio a tre anni

Fattura elettronica, evasione Iva sotto il 20%: il bilancio a tre anni

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Sono passati quasi tre anni dall’introduzione dell’obbligo generale di fatturazione elettronica tra privati, entrato in vigore il primo gennaio 2019. Tanto che è possibile fare un primo bilancio sull’applicazione della e-fattura che nel complesso interessa 4 milioni di contribuenti per oltre 2 miliardi di fatture elettroniche emesse all’anno.

Il primo grosso contributo dato dalla fatturazione elettronica è il contrasto all’evasione dell’Iva che per la prima volta scende sotto la soglia del 20%. Un record per l’Italia. In sintesi si è ristretta la forbice tra l’Iva dovuta e l’imposta effettivamente incassata dall’Erario. A metterlo nero su bianco è la «Relazione sull’economia non osservata e l’evasione fiscale e contributiva» del 2021 allegata alla Nota di aggiornamento del Def. Nel documento si legge che la propensione al gap nell’imposta per il 2019 risulta essere del 19,9 per cento, un valore che per la prima volta in cinque anni scende sotto la soglia del 20 per cento. Parliamo di un salto considerevole se si guarda ai dati del 2014. Allora l’Italia segnava un preoccupante 27,4% di evasione Iva. 

La fatturazione elettronica permette poi di fare delle valutazioni sullo stato di salute delle piva. Come riporta anche il Sole 24 Ore l’imponibile Iva del primo semestre 2021 di imprese e professionisti ha toccato quasi i 253 miliardi di euro. «Il che vuol dire che con il primo semestre di quest’anno il popolo delle partite Iva ha recuperato circa l’80% di quanto perso nell’intero 2020, quando l’imponibile Iva registrato dalle e-fatture ha toccato un pesante -315,9 miliardi», spiega il quotidiano.

Ma quale futuro per la fatturazione elettronica? Anche se al momento sul tavolo del governo non ci sono  delle ipotesi di modifica della e-fattura il dibattito è aperto sulla possibilità di  allargare la platea di chi ricade sotto l’obbligo. Secondo le stime dell’Agenzia delle entrate sono circa 2,2 milioni i contribuenti esclusi e rimasti quindi alla versione cartacea della fattura. Tra questi: le piva in regime forfettario,  gli operatori del settore sanitario; imprese o lavoratori autonomi che rientrano nel regime di vantaggio; i piccoli produttori agricoli; le società sportive dilettantistiche e i soggetti non residenti in Italia che effettuano o ricevono operazioni. Se un domani dovessero essere inclusi si potrebbe forse registrare un altro scatto in avanti nella lotta all’evasione fiscale.


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