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L’analisi di materialità nel processo di rendicontazione delle informazioni ecosostenibili

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Nel processo di redazione della reportistica di sostenibilità un ruolo fondamentale è svolto dall’analisi di materialità. Questa è un’analisi che coinvolge i principali stakeholder dell’azienda nel processo di rendicontazione delle tematiche ecosostenibili e si rivela uno strumento utile per far emergere le aspettative di questi ultimi e, al tempo stesso, consentire al management di definire delle priorità d’intervento al fine di pianificare al meglio la propria attività aziendale. Infatti, come riporta la nuova proposta di direttiva sulla Corporate Social Responsability Reporting pubblicata dalla Commissione Europea il 21 aprile 2021, il processo di rendicontazione di sostenibilità contemplerà d’ora in avanti un’analisi di “doppia materialità” in quanto l’azienda ha la responsabilità e il dovere sociale di valutare il duplice effetto sulla sostenibilità dell’attività economica, ossia: cosa gli stakeholder aziendali si aspettano che l’azienda faccia sotto il profilo dell’ecosostenibilità; cosa l’azienda deve fare per essere maggiormente ecosostenibile e creare valore condiviso sul territorio e verso i soggetti di riferimento.

L’analisi della “doppia materialità” è proposta come nota metodologica dai principi di rendicontazione internazionali GRI Standards (Global Reporting Initiative) e IIRC Standard (International Integrated Reporting Council), secondo i quali questo processo risulta indispensabile per realizzare un’attività di reporting di qualità e consentire agli stakeholders di effettuare valutazioni realistiche e ragionevoli su un’organizzazione aziendale. In particolare, secondo i principi di rendicontazione GRI Standards, che attualmente sono i principi maggiormente utilizzati nell’ambito della rendicontazione di sostenibilità, l’analisi di materialità deve essere condotta al fine di definire i contenuti del report e seguendo lo schema metodologico indicato di seguito.

  • Inclusività degli Stakeholders. La fase dell’inclusività, definita anche come Stakeholder Engagement, è di fondamentale importanza al fine di ottenere un report autorevole e non autoreferenziale in quanto l’organizzazione deve identificare i propri stakeholder e deve spiegare come ha saputo rispondere (o intende rispondere nel futuro) ai loro ragionevoli interessi e aspettative. Gli stakeholder sono i soggetti con i quali l’azienda si interfaccia sistematicamente, individuabili nei clienti, fornitori, istituti di credito, Pubblica Amministrazione, azionisti/soci, amministratori/dirigenti, dipendenti, rappresentanze sindacali, ect. Questi soggetti sono naturalmente influenzati dalle attività, dai prodotti e dai servizi offerti dall’azienda e, contestualmente, sono gli stessi soggetti che esercitano un’influenza sulle scelte decisionali del management, per cui si comprende bene come “l’inclusività” possa avere un valore intrinseco molto elevato nella definizione delle strategie di lungo periodo.
  • Contesto di sostenibilità. L’analisi del contesto di sostenibilità deve essere effettuata nella sua accezione più ampia. Ciò significa che l’azienda, che individua i temi materiali sui quali deve raccontare la sua posizione in termini di ecosostenibilità, deve rendicontare le informazioni sulle proprie performance ecosostenibili e inquadrarle nell’ambito più vasto possibile della sostenibilità. Ad esempio, nel caso in cui uno dei temi materiali rilevanti fossero i livelli salariali dei dipendenti, l’azienda deve rendicontare i livelli salariali e i benefici sociali rispetto ai livelli di reddito minimo e medio su scala nazionale. E’ evidente che la contestualizzazione delle informazioni ecosostenibili ha l’obiettivo di individuare gli ambiti in cui l’azienda può migliorare la sua posizione dal punto di vista ambientale, sociale e della trasparenza del governo societario.
  • Materialità. Nel reporting di sostenibilità la “materialità” è quel principio che consente di capire quale tema è considerato rilevante e che deve essere sottoposto alla rendicontazione aziendale. La determinabilità della “materialità” di un tema è indispensabile per un processo di rendicontazione di sostenibilità in quanto consente di dare certezza e priorità ai contenuti del reporting e di soddisfare necessità di assurance del documento. Si considerano materiali quei temi che possono ragionevolmente riflettere gli impatti economici, sociali e ambientali dell’organizzazione aziendale e che influenzano in maniera significativa le decisioni degli stakeholder, ed è una valutazione che viene effettuata partendo da una rappresentazione grafica bidimensionale (chiamata per l’appunto “matrice di materialità”) in cui sono proiettati i risultati dell’analisi per ordine di: significatività attribuita ai temi individuati da ogni categoria di stakeholder, in base alle loro aspettative e interessi in ambito ESG; significatività che l’azienda attribuisce ai temi in base alle proprie strategie, i propri valori e i propri obiettivi. La combinazione di questi due elementi di valutazione consentono di effettuare una “prioritizzazione” dei temi materiali da sottoporre al processo di rendicontazione e, successivamente, da inserire nei contenuti del reporting.
  • Completezza. La completezza dell’analisi di materialità permette al lettore del report di sostenibilità di comprendere quali sono i temi materiali emersi dal processo di materialità, quali sono gli impatti dal punto di vista ambientale, economico e sociale e qual è il periodo temporale a cui la valutazione si riferisce. Inoltre, rendicontare le informazioni materiali dell’azienda in un determinato periodo consente meglio di definire quali saranno gli interventi finalizzati a migliorarli.

Il grande valore che ha una metodologia del genere è rappresentato dal fatto che le esigenze, le aspettative e gli interessi che tutti i soggetti con i quali l’azienda interagisce sono resi noti e diventano funzionali alla definizione delle stesse strategie di crescita da parte della medesima azienda. Per di più, l’analisi di materialità è una metodologia che ha un impatto significativo sui processi di rendicontazione e nella gestione dei rischi da parte del management. Questo in particolare fa emergere la necessità di approfondire o prestare maggiore attenzione ad alcuni temi precedentemente non affrontati, a rivedere il sistema degli indicatori (conosciuti come KPI)  inclusi nella rendicontazione o in un sistema di controllo di gestione ecosostenibile, ad escludere o ridurre l’impegno su alcuni temi non considerati rilevanti per gli stakeholder e sui quali l’azienda non ritiene più di investire abbastanza risorse. L’analisi di materialità, per le ragioni di cui sopra, è uno strumento di analisi fondamentale per pianificare e gestire le performance di sostenibilità e per rappresentare adeguatamente in un reporting i risultati raggiunti e gli obiettivi prefissati, riuscendo a valutarne e a monitorarne l’andamento nel tempo.

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