Produzione industriale in ripresa? Cosa dicono i dati Istat
La produzione industriale in Italia è in ripresa? Per rispondere a questa domanda occorre partire dal dato più appariscente. A luglio 2026 l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenta dello 0,7% rispetto a giugno. È un movimento positivo. Solo l'energia arretra, con un calo congiunturale dello 0,9%. Tutto il resto segna una crescita: i beni di consumo salgono del 2,1%, i beni intermedi dello 0,5%, i beni strumentali dello 0,2%.
Su carta, è il rimbalzo post-giugno. Giugno era stato un mese deludente, con i beni strumentali giù del 2,1%, i beni intermedi in calo dello 0,9%, il consumo frenato dello 0,7%. Luglio corregge il tiro. Il consumo riparte, gli intermedi si riprendono, persino gli strumentali tornano positivi, anche se appena.
Ma qui occorre misurare il peso reale di questa ripresa. Un aumento dello 0,7% mensile è modesto. Riporta la produzione a livelli di giugno, non di più. Per capire dove siamo veramente, bisogna guardare oltre il mese. La media trimestrale racconta il trend del Bel Paese.
Il comunicato Istat è netto: "Risulta, tuttavia, in debole flessione l'andamento congiunturale complessivo nella media del periodo maggio-luglio (-0,1%)". Questo è il dato più interessante e utile a leggere la situazione.
Da maggio a luglio la produzione industriale italiana è diminuita dello 0,1% nel complesso. È poco, è vero. Ma è il segno sbagliato. Se luglio è l'unico mese positivo di questo trimestre, vuol dire che maggio e giugno hanno pesato così tanto da annullare il rimbalzo di luglio dentro una media negativa.
Al netto degli effetti di calendario, a luglio 2026 la produzione è rimasta poi invariata rispetto all'anno precedente. Non è solo un calo quindi ma stagnazione. I dati ci dicono che l'industria italiana non cresce, ma nemmeno arretra vistosamente nei confronti con il passato prossimo. Galleggia nello stesso mare da un anno.