Imprese a caccia di giovani: perché un posto su due resta scoperto

Imprese a caccia di giovani: perché un posto su due resta scoperto

Le imprese italiane cercano giovani, ma sempre più spesso non li trovano. È la fotografia scattata dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, che per il mese di giugno 2026 registra circa 623mila assunzioni programmate dalle aziende, di cui quasi 190mila riservate agli under 30 — il 30% del totale. Dietro i numeri, però, si apre una voragine. Per i profili giovani la difficoltà di reperimento sale al 45%, ben oltre la media generale del mercato del lavoro: quasi un posto su due pensato per un under 30 rischia di restare scoperto.

Le cause, secondo Excelsior, sono due e hanno un peso diverso. La prima è la pura mancanza di candidati, che incide per circa il 27% dei casi ed è legata a un deficit di orientamento e di attrattività dei mestieri stessi. La seconda riguarda i candidati che si presentano ma non possiedono le competenze richieste, fenomeno che pesa per circa il 12% e che chiama in causa direttamente il sistema formativo.

A pagare il prezzo più alto sono i settori storici dell'industria italiana: metalmeccanica, legno-arredo, tessile-moda-calzature ed edilizia superano tutti il 60% di difficoltà di reperimento. Tra le figure più introvabili tra i giovani, Excelsior segnala operai edili specializzati e fabbri, entrambi oltre l'80%, seguiti da addetti all'estetica e tecnici informatici, rispettivamente al 66% e al 62%. Il fenomeno non è circoscritto all'estate. Proiettando lo sguardo al periodo 2026-2029, i settori del made in Italy prevedono oltre 900mila nuove assunzioni, pari a circa un terzo del totale nazionale, ma per diversi profili professionali il mismatch tra domanda e offerta potrebbe arrivare fino al 55%.

News correlate