Pil Italia, per il 2026 è visto in lieve rialzo: cosa dicono i dati
Il Fondo monetario internazionale, nell'aggiornamento di luglio del World Economic Outlook, conferma per l'Italia una crescita del Pil dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, le stesse cifre indicate ad aprile. In un quadro europeo in peggioramento, la stabilità sembra quasi un punto di forza: la Francia è stata rivista al ribasso di 0,3 punti, allo 0,6% per quest'anno, mentre la Germania si ferma allo 0,7% nel 2026 e all'1% nel 2027. Corre solo la Spagna, attesa al +2,1% quest'anno e al +1,8% il prossimo.
Le ragioni della tenuta italiana le ha spiegate Petya Koeva Brooks, vicedirettrice della ricerca del Fondo: gli indicatori si sono mantenuti sui livelli attesi, con gli investimenti del Pnrr che continuano a sostenere l'attività, mentre il rincaro di energia e alimentari e l'elevata incertezza frenano i consumi privati. Sullo sfondo, un'economia globale vista in espansione del 3% quest'anno e del 3,4% nel 2027, ma con un'inflazione mondiale in risalita al 4,7% nel 2026, spinta proprio dai prezzi di energia e cibo.
Le stime del Fondo sono allineate a quelle domestiche, con qualche sfumatura. La Banca d'Italia a giugno ha indicato una crescita dello 0,5% per il 2026 ma ha tagliato il 2027 allo 0,4%, scontando lo shock energetico legato alla crisi mediorientale, con un'inflazione al 3,1% quest'anno. Più ottimista l'Istat, che nella nota di giugno prevede un +0,7% in entrambi gli anni, trainato interamente dalla domanda interna, mentre l'export netto sottrarrà due decimi nel 2026. Intanto il primo trimestre si è chiuso con un +0,3% congiunturale e un +0,8% tendenziale.
Resta il nodo strutturale: il debito pubblico è atteso al 138,6% del Pil a fine 2026, il più alto dell'area euro, anche se il saldo primario torna positivo all'1,2% e il deficit scende al 2,9%. Crescita piatta, conti in lento riassetto: l'Italia dello 0,5% non entusiasma, ma per una volta non è la sorvegliata speciale d'Europa.