Legge di bilancio, quali le misure allo studio per le imprese (e perché è stata chiesta flessibilità)

Legge di bilancio, quali le misure allo studio per le imprese (e perché è stata chiesta flessibilità)

La legge di Bilancio prende forma tra risorse limitate e una trattativa ancora aperta con Bruxelles. Sono però diverse le novità per le imprese con il capitolo più avanzato che riguarda gli investimenti. Il governo valuta la proroga del Piano Transizione 5.0 nella versione basata sull’iperammortamento, che opera come maggiorazione delle deduzioni fiscali e non come contributo diretto, insieme a nuovi aiuti per l’adozione dell’intelligenza artificiale. Sul lavoro sono allo studio uno sgravio per le aziende che riconoscono aumenti salariali e la proroga dell’esonero contributivo per le assunzioni di under 35. È probabile anche la conferma della tassazione al 5% sui rinnovi contrattuali e della detassazione dei premi di produttività. Restano appese alle coperture le misure più costose, come la cedolare secca sugli affitti commerciali e l’allargamento della flat tax per gli autonomi. Tra le possibili fonti di gettito c’è un contributo non precisato di banche, assicurazioni e società energetiche. Le associazioni premono: Conflavoro chiede un’Ires premiale strutturale e una «micro Sabatini» per i piccoli investimenti, Confimi un intervento sul costo dell’energia.

Il nodo, come ogni anno, sono le risorse. Il deficit, previsto al 2,9% quest’anno, nel 2027 tornerà sopra il 3% per effetto delle spese aggiuntive per energia e difesa, stimate in circa 14,4 miliardi ciascuna nel biennio 2027-2028. Per finanziarle l’Italia ha chiesto di attivare la clausola di salvaguardia nazionale, su cui la Commissione europea si è espressa favorevolmente l’8 ottobre. Ma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto ulteriore flessibilità. Il sentiero di spesa concordato con l’Ue è fissato in termini nominali e, sostiene Giorgetti, l’inflazione lo rende difficile da rispettare. Da qui la richiesta di una «corretta interpretazione» delle regole, che consideri i prezzi tra i fattori rilevanti, senza sospendere il Patto. Il commissario Valdis Dombrovskis ha frenato: nuove forme di flessibilità rischiano di minare la credibilità delle regole.

Il terzo tassello è lo scostamento di bilancio, approdato in Parlamento il 13 ottobre. Giorgetti punta a presentare la manovra entro il 20 ottobre, ma non esclude uno slittamento: la sua fisionomia finale dipenderà dal negoziato con l'Ue. Sullo sfondo, la distanza tra la prudenza del Tesoro e una maggioranza che vuole arrivare al voto con un taglio delle tasse strutturato e ben visibile.

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